DIPLOMATICO

Ho intrapreso la carriera diplomatica nel 1989. A soli 26 anni ho pronunciato il mio primo discorso rappresentando l’Italia alle Nazioni Unite, intervenendo a favore di una moratoria contro la pena di morte. È stato entusiasmante! Al Palazzo di Vetro, negli anni ’89-’92, mi sono battuto per le pari opportunità, con Tina Anselmi, sostenendo già allora la necessità di introdurre nelle legislazioni nazionali l’obbligatorietà del congedo di paternità, per costringere le nostre famiglie a cambiare abitudini.

Ho poi servito da Console a Smirne, in Turchia, dove ricordo il negoziato con i Curdi del PKK sul Monte Ararat, per ottenere il rilascio di 4 cercatori dell’Arca di Noè, sotto le bombe di una guerra civile (1993) che ritorna periodicamente. Quindi in Argentina, dove ho contribuito al forte sostegno politico del Governo italiano alla svolta anti-menemista, in favore del centro-sinistra argentino di fine anni ’90.

Rientrato in Italia, da Consigliere Diplomatico dei Ministri del Commercio e dell’Industria, Piero Fassino ed Enrico Letta, sono entrato in contatto con il mondo economico italiano. Ricordo invece con angoscia i sei mesi da Capo Segreteria del Ministro degli Esteri Renato Ruggiero, impegnati nella missione impossibile di rendere europeista il Governo Berlusconi… Al primo Consiglio dei Ministri (giugno 2001), Ruggiero uscì e mi disse: “sono pazzi, mi dimetto”.

Fu l’ultimo incarico in diplomazia, prima di cogliere l’opportunità datami dalla nuova legge sulla mobilità pubblico-privato, che mi ha consentito di verificare dall’interno il funzionamento di una partnership strategica tra Governo del paese e grandi player privati.

MANAGER

Dal 2003 al 2007, ho partecipato all’entusiasmante stagione dell’ascesa internazionale di Unicredit, contribuendo a trasformare sette piccole banche regionali nella più grande banca internazionale “made in ITALY”. Nella sua massima espansione, nel 2010, Unicredit ha raggiunto i 150mila dipendenti e una presenza in 50 paesi. Indelebile il ricordo di come convinsi il Cancelliere tedesco Schroeder ad accettare l’idea che una banca tedesca potesse essere acquisita da una banca italiana…

Ho poi collaborato con le grandi istituzioni multilaterali, per la riscrittura delle regole della finanza, dopo la crisi, cercando sempre di conciliare strategie pubbliche e programmazioni di mercato.

Oggi, lasciando infine banca e diplomazia, vorrei dare un contributo in questa difficile campagna, sottolineando una volta di più la grande necessità del nostro protagonismo in Europa.

GIORNALISTA

Nel 2003, parallelamente alla mia attività manageriale, ho fondato la rivista di geopolitica east, poi divenuta eastwest e, fin dall’inizio, abbiamo proposto analisi e dossier che avevano sempre l’Europa come protagonista degli scenari internazionali.
Sono orgoglioso di poter dire che, dopo 15 anni, eastwest si conferma l’unica rivista di geopolitica prodotta in Europa continentale, che sia distribuita in edicola anche fuori dal paese di produzione (3 continenti e 23 paesi), facendo concorrenza alle grandi riviste anglo-americane, come Foreign Affairs e Foreign Policy. Siamo indipendenti, in equilibrio di bilancio e non abbiamo mai ricevuto un soldo pubblico.